Vescovi e sinodi nell’età della Riforma

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Gli studi sulla riforma ecclesiastica si sono spesso concentrati sul Dictatus Papae (1075) di Gregorio VII, mettendo in seconda linea gli aspetti preparatori prima e sperimentali poi dei secoli XI e XII. Forte delle sue precedenti ricerche sulla «riforma vescovile» (a cui ha dedicato il libro del 2012 Diocesi e riforme), Caterina Ciccopiedi ha analizzato questa lunga transizione nel volume “Governare le diocesi. Assestamenti riformatori in Italia settentrionale fra linee guida conciliari e pratiche vescovili (secoli XI-XII)”, Spoleto 2016, Centro italiano di studi sull’alto medioevo, pp. 368, da cui prende spunto un seminario del CRISM.
I rapporti fra centro romano e periferia sono ricostruiti con indagini puntuali su diocesi importanti di quella periferia (Milano, Genova, Torino) in una comparazione con la diocesi di Trento, inserita nel regno teutonico ma ecclesiasticamente italiana. Le presenze dei vescovi nei concili, la collaborazione con i monasteri e l’applicazione locale dei canoni forniscono prove di una flessibilità che è caratteristica di un assestamento progressivo che piega norme e ordinamento sia a esigenze regionali sia soprattutto allo scopo primario della salvezza delle anime.
Il 13 luglio 2017 alle ore 15,30, nella Sala Pellegrino della Biblioteca Peterson, ne discutono con l’autrice Caterina Ciccopiedi (perfezionata della Scuola Normale di Pisa e borsista postdottorato dell’Università di S. Marino), Umberto Longo (Università di Roma La Sapienza) e Giuseppe Sergi (Università di Torino). Guiderà il seminario Luigi Provero (Università di Torino).

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