Delitto e perdono

Il CRISM partecipa a ospitare la presentazione dell’ultimo libro di Adriano Prosperi, promossa da L’Indice e dal Dottorato in Studi storici dell’Università di Torino. Sarà l’autore stesso a presentare la sua opera, e nella discussione interverranno, oltre a Massimo Vallerani del CRISM,  Stefano Anastasia, Giovanni Filoramo, Guido Mongini e Marina Roggero.

L’ultimo libro di Adriano Prosperi, Delitto e perdono, contiene una riflessione di lungo periodo sul rapporto fra il cristianesimo e la morte inflitta dagli uomini e dallo stato dal XIII al XVII secolo. La liceità della pena di morte, ritenuta necessaria anche dai primi pensatori cristiani, a partire da Agostino, non risolve il tema della sorte dell’anima del condannato, del destino incerto del suo corpo spesso abbandonato senza sepoltura. Gli uomini di chiesa elaborarono allora una complessa dottrina del perdono e del pentimento che avrebbe comunque preservato l’anima del condannato dopo la morte. Furono le confraternite laiche del basso medioevo, tuttavia, a costruire un vero rituale intorno alla morte, confortando il condannato, esortandolo al pentimento e disponendo, in caso, l’ultima confessione prima di morire. Intorno a questa verità ultima si accese una competizione fra i poteri laici e i confessori entrambi interessati a questa straordinaria forma di legittimazione del potere.

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